Chihayafuru 3

Chihayafuru 3 ci riporta nel mondo del karuta competitivo con ulteriori difficili relazioni tra i vari giocatori, anche sentimentali.

Taichi ruba un bacio a Chihaya verso la fine della serie.
Taichi ruba un bacio a Chihaya verso la fine della serie.

Titolo – Autore

Giapponese: ちはやふる
Inglese: Chihayafuru 3
Italiano: Chihayafuru 3

Autrice: Yuki Suetsugu
Sito ufficiale dell’anime: LINK

Nota: essendo una recensione non verrà posta alcuna attenzione ad eventuali spoiler.


Trama – tornei su tornei –
Ayase Chihaya
Ayase Chihaya

La terza serie di Chihayafuru inizia da dove era stata lasciata la seconda; Chihaya e Taichi si recano presso la scuola Fujisaki per prendere parte ad una sessione di allenamento organizzata dalla professoressa Sakurazawa.
Alla Fujisaki, il karuta rappresenta l’attività extra scolastica più importante e il club è composto da circa una cinquantina di membri. Per poter ottenere il massimo, la professoressa li allena sia fisicamente che mentalmente attraverso training intensivi che si svolgono anche durante la pausa estiva.
Chihaya e Taichi hanno sperimentano un modo diverso di approcciarsi al gioco del karuta competitivo ponendosi come obiettivo quello di adattarsi il più possibile in base alle situazioni.

Le strade dei due protagonisti si divideranno nell’approccio. Chihaya rimarrà fedele al suo modo di giocare cercando soltanto di migliorare la sua precisione nel movimento, prendendo spunto da quanto faccia l’attuale Queen. Taichi proverà con vari risultati ad aggiungere qualche giocata difensiva al suo arsenale, andando contro gli insegnamenti ricevuti da Harada-sensei durante gli allenamenti all’associazione.
Ciò che metterà nei guai Taichi, però, è il Meijin Suo. Questi, oltre ad avere un gioco “sporco” che invita gli avversari a commettere errori, non si tira indietro nel dimostrare tutta la sua abilità quando necessario.

È così che durante la parte centrale di questa terza serie di Chihayafuru, la parte più importante, assistiamo prima al torneo per decidere chi saranno gli sfidanti ufficiali del grado Meijin e Queen e poi le sfide finali che coinvolgono Harada-sensei e Haruka Inokuma.
Diciamo che il protagonista principale di questa serie è Harada che nonostante l’età avanzata riesce persino a vincere contro Arata e a costringere il Meijin Suo a perdere ben due partite.
Per quanto riguarda Inokuma, il suo stato iniziale di gravidanza, non le permette di essere al 100% contro la Queen Wakamiya e la sfida si risolve con un doppio fallo durante la terza partita.

Trama – amore –

Attorno ai vari tornei che portano alla sfida per i due gradi maggiori del karuta competitivo ci sono i primi problemi sentimentali che coinvolgono i personaggi, principali e non. Se già sappiamo che Hanano è innamorata di Taichi e, in parte, che Komano vorrebbe dichiararsi a Kanade, assistiamo anche a scene più o meno ridicole che coinvolgono soprattutto Chihaya.
Durante il torneo di qualificazione alla sfida al Meijin, Arata viene sconfitto da Harada-sensei e dopo aver perso l’ultima partita dichiara il suo amore all’amica approfittando del momento in cui questa gli si avvicina per consolarlo della sconfitta.

Successivamente, verso la fine della serie, Taichi fa altrettanto durante un pomeriggio nel quale si ritrova da solo in compagnia di Chihaya nella stanza del club di karuta.
Il peso che, quest’ultima, da alle due dichiarazione d’amore è piuttosto basso: non darà alcuna risposta ad Arata, mentre rifilerà un due di picche istantaneo a Taichi che porrà quasi fine alla loro amicizia. Taichi abbandonerà il club di karuta, smettendo di giocare per qualche settimana e, successivamente, si dedicherà, quasi, soltanto allo studio per entrare nell’università di medicina.
Quasi, perché nella facoltà di letteratura della stessa università ci lavora il Meijin Suo come professore e non appena vedrà Taichi deciderà di giocare con lui a karuta.

NOTA: Anche Hanano si dichiara a Taichi, sempre con una scena ridicola, ma non riceverà alcuna risposta. Sembra quasi che ai giapponesi poco importi di rifiutare i sentimenti di una persona in maniera, quantomeno, educata.


Personaggi – in aumento –

Nelle serie precedenti abbiamo avuto modo di conoscere molti personaggi, ma la maggior parte di ciò che accade riguarda la scuola Mizusawa e il suo club di karuta, composto da Taichi, Chihaya, Komano, Kanade e Yuusei. L’unico extra era Arata.
In questa terza serie, invece, i personaggi aumentano e non solo di numero. Come già detto il protagonista dei momenti più importanti è Harada che arriva a sfidare il Meijin Suo, ma anche quest’ultimo appare molto più spesso e gode persino di un paio di episodi che lo riguardano da vicino.

Inoltre, veniamo a contatto con la vita di una mamma a tempo pieno, Inokuma, e quella in altre scuole come la Fujisaki di Sakurazawa o la Hokuo di Retro-kun.
Chi viene penalizzato da queste aggiunte è Wakamiya cui, secondo me, non gode dello stesso trattamento riservato ad altri personaggi definibili come “contorno”. Nonostante potrebbe avere molte cose da raccontare visti i problemi familiari a cui deve andare incontro; la nonna fa parte del consiglio comunale della città in cui vive ed è nota per avere una certa influenza politica.
Da quello che si capisce, pare pure che usi la nipote come vetrina di famiglia per guadagnare consenso politico.

Il guaio comune cui si va sempre incontro quando si aggiungono o si hanno tanti personaggi da gestire è quello di non riuscire a dare a tutti la giusta importanza. Per certi versi è così anche in Chihayafuru perché alcuni personaggi devono obbligatoriamente esser messi in disparte, ma non c’è un vero e proprio problema.
L’autrice riesce a destreggiarsi tra ognuno di loro dando quasi sempre l’impressione di non aver lasciato indietro nessuno. Specie quando ad esser lasciati in disparte sono personaggi mai troppo importanti come Yuusei o Sudo.

Personaggi – classifica? –

Non mi piace mai fare una classifica dei personaggi migliori o peggiori di una serie, preferendo una valutazione generale della loro gestione e rappresentazione, ma ci sono un paio di cose necessarie da dire in merito a quest’opera.
Come detto, l’autrice riesce a gestire i tanti personaggi dando loro il giusto apporto alla trama, ma non è vero che riesce a sviluppare bene quelli principali.
Chihaya è tutt’ora il personaggio peggiore di tutte e tre le serie pubblicate ad oggi perché è molto incoerente. Sappiamo che si tratta di una ragazza allegra, non particolarmente sveglia, spesso sciocca, eppure, quando si tratta di karuta, diventa un specie di genio incompreso capace di pensieri molto profondi.

Altro personaggio brutto è Sakurazawa: viene scelta come voce fuori campo per fornire spiegazioni importanti durante le fasi di gioco che potrebbero non essere chiare a chi non pratica o non ha mai giocato a karuta. Ma di lei non si sa praticamente niente, a parte che è stata più volte sconfitta da Inokuma quand’era Queen.
Inoltre, finisce per dare spiegazioni superflue su cosa pensano gli altri personaggi quando compiono questa o quell’azione, come se questi non potessero esprimere da soli le proprie scelte. Ci viene presentata come una delle migliori giocatrici di karuta di qualche anno fa e oggi è soltanto mediocre; che possa aver rinunciato a giocare seriamente è possibile, ma perché mantenere tanto interesse nel gioco se poi ha deciso di fare altro nella vita? (È insegnante di educazione fisica)

I migliori, invece, sono quasi soltanto uomini perché godono di molti minuti a schermo e vengono supportati anche da dei buoni flashback. Su tutti il Meijin Suo o Harada che ci viene raccontato dall’amico/nemico Kitano dell’associazione Suihoku.
Il povero Arata viene degnato di qualche minuto aggiuntivo soltanto negli ultimi episodi della serie senza ottenere il giusto peso nella trama. La sua dichiarazione d’amore dura giusto qualche minuto per poi venir completamente ignorata per i restanti episodi della serie. L’idea è che sia stato rifiutato da Chihaya senza che questo momento sia stato rappresentato.


Animazione
Mashima Taichi
Mashima Taichi

Se fino a qui ho dato una valutazione alterna tra cose buone e non adesso vi parlo di un aspetto di bassa qualità.
Alla fine del 2019, data di uscita del primo episodio, un livello così mediocre di animazione non è giustificabile. Posso accettare, in parte, il fatto che si stia parlando di un’opera da circa 100 episodi totali, ma non avere nessuno sfondo ad alta qualità, quasi fotografico, è ridicolo.
Le stanze in cui si svolgono i tornei sono pavimenti verdi con le pareti per lo più gialline e null’altro.

Persino gli effetti che rappresentano lo stile di gioco dei personaggi non trasmettono realmente quella sensazione. (L’acqua per Arata o il vento che stacca le foglie per Chihaya)
Tutto è mediocre e questo porta ad una valutazione negativa del complesso perché, appunto, siamo nel 2019 e sappiamo bene cosa si può ottenere a livello grafico al giorno d’oggi.
Non voglio che passi il pensiero che non mi piaccia guardare Chihayafuru perché, tutto sommato, la trama e le relazioni tra i personaggi sono interessanti, ma l’animazione di bassa qualità danneggia l’opera.


Sonoro

Una sola sigla iniziale, una sola sigla finale. Nessuna canzone intermedia… nemmeno nei momenti importanti. Non che mi aspettassi il contrario, però ritengo si potesse fare di meglio anche da questo punto di vista.
Per fortuna le due sigle sono orecchiabili, preferisco la ending, e il doppiaggio è di buona qualità. Non eccelso a causa di alcune voci non attinenti al personaggio, Arata?, ma si può chiudere un occhio.
Piccola nota: tra la seconda e la terza serie è venuto a mancare il doppiatore di Hideo Harada pertanto dovrete farci un po’ l’abitudine se intendete guardare la terza serie subito dopo le prime due.

Sigla iniziale :
  • “COLORFUL” dei 99RadioService
Sigla finale :
  • “Hitomebore” dei Band Harassment

Malino, ma non malissimo

Le aspettative dopo tutti questi anni erano altre; erano alte, soprattutto a livello di animazione dopo aver sottotitolato Yagate kimi ni naru ed aver visto Shingeki no Kyojin. Non è chiaro dove la trama vuole andare a parare, se verso il karuta o le relazioni d’amore che coinvolgono i tre personaggi principali.
Questa terza serie di Chihayafuru mi ha deluso perché si tratta di un’opera che tira in ballo qualcosa di diverso dal solito. Porta in scena un gioco di carte non comune e delle poesie molto famose di secoli scorsi che valorizzano la cultura giapponese con scarsi risultati.

Considerazioni future

Arrivati a questo punto direi che non c’è molto da aspettarsi dalla quarta seriedi Chihayafuru prevista in uscita, probabilmente, per l’anno prossimo. Il livello di animazione e sonoro rimarranno questi e si arriverà all’epilogo dove tutto è bene quel che finisce bene.
Speriamo almeno ci si concentri unicamente sulle relazioni sentimentali di Chihaya perché del karuta si è visto già abbastanza.

Consigliato? Trattandosi della terza serie direi che conviene a chi ha già guardato le altre due.

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