Mieruko-chan

Miko inizia a vedere mostri e entità strane che non pensava potessero esistere e cerca di ignorarle il più possibile.

mieruko-chan fanservice
Una delle troppe scene fanservice: Miko nella vasca.

Titolo – Autore

Giapponese: 見える子ちゃん – Mieruko-chan
Inglese: Mieruko-chan
Italiano: Mieruko-chan

Autore: Izumi Tomoki
Sito ufficiale dell’anime: LINK

Nota: essendo una recensione non verrà posta alcuna attenzione ad eventuali spoiler.


Trama – Tanta ciccia sul fuoco –
miko yotsuya
Miko Yotsuya

Miko è una ragazza come tante delle superiori con una buona amica e alcun hobby particolare.
L’unica sua, purtroppo, particolarità riguarda l’aver perso il padre per un non precisato motivo. Padre che, però, è ben presente all’interno della famiglia sottoforma di spirito.
Quello che non è chiaro è se Miko lo possa o meno vedere, ma parrebbe proprio di no visto alcune scene in cui lui parla, ma lei non sembra avere alcuna reazione.

Un bel giorno tutto il mondo conosciuto sino a quel momento cambia: i suoi occhi iniziano a vedere entità sovrannaturali, non necessariamente neutrali che la avvicinano per capire se lei riesca a vederli oppure no.
Iniziano così, verso sera nei pressi della fermata di un autobus, le brutte giornate di Miko, piene di mostri e difficoltà nel cercare a tutti i costi di ignorarli per evitare che la perseguitino o le facciano qualcosa.

Hana è la sua migliore amica, sebbene non sia proprio la più sveglia delle ragazze della scuola. Ha sempre un enorme appetito e un vede la vita quasi sempre dal lato positivo. Lei, al contrario di Miko, non vede assolutamente alcuna delle entità sovrannaturali sebbene sia presa di mira anche di più.
Il motivo verrà svelato dalla terza ragazza protagonista della trama, Yuria, che si trova a metà strada tra le due in relazione a potere spirituale: se Miko può vedere tutti i mostri dall’aura maligna e qualche rara eccezione, Yuria riesce a scorgere i mostri di piccola taglia e le persone dotate di potere positivo. Hana, infatti, emana una forte aura spirituale che viene consumata dai mostri malvagi come cibo; questo fa sì che la ragazza abbia sempre fame.

Trama – Ignorando si impara –

Dopo essersi resa conto di non avere alcun problema fisico né mentale, Miko prende la decisione di ignorare i mostri che le capita di vedere per evitare qualunque coinvolgimento ed eventuali problemi. Questo atteggiamento, però, non è facilmente perseguibile in quanto i mostri possono apparire un po’ ovunque: alcuni appaiono direttamente in casa sua e nel bagno. Uno enorme e piuttosto potente si fa strada tra salotto e cucina mentre altri la accompagnano a scuola.
Il problema principale riguarda, ovviamente, la sua amica Hana che li attira con la sua aura senza rendersene conto. Miko cerca in tutti i modi di proteggerla, sebbene non ne dovrebbe avere alcun bisogno.

La scena principale accade a circa metà serie quanto le due vengono in contatto con un’anziana signora in un piccolo negozio che si occupa di tarocchi, lettura delle mani, ecc. L’anziana signora, chiamata Divina Madre da Yuria, possiede artefatti particolari e un potere spirituale piuttosto forte. Data l’età, non riesce più a vedere i mostri giganteschi che infastidiscono Miko, ma si rende conto del problema. Purtroppo neppure il suo Juzu più potente riesce ad aiutare la giovane a liberarsi dei mostri e decide di ritirarsi in campagna. Qualcuno, però, cercherà il suo aiuto…

La prima serie si conclude con l’incontro tra Miko è una divinità minore residente in un tempio semi abbandonato. Una divinità a forma di volpe, accompagnata da due volpi più piccole, decide di aiutare la ragazza per tre volte senza specificare cosa vorrà in cambio una volta terminato il compito. Questa divinità aiuterà Miko a uscire da un paio di guai, l’ultimo molto grosso, in cui finisce; non è sempre possibile ignorare i mostri, specie se questi seguono assiduamente il supplente di “Letteratura” e si divertono a creare confusione tra le fila di banchi della classe.


Personaggi – solo donne –

Quasi solo donne. Il luogo in cui si svolgono le vicende di Mieruko-chan non ci viene specificato, ma non siamo a Tokyo e la scuola superiore sembra essere per sole ragazze. Gli uomini presenti fanno quasi soltanto da contorno e l’unico ad avere un ruolo più importante è Zen Toono, il professore supplente che sarà protagonista degli ultimi episodi.
A dire il vero i personaggi sono veramente pochi e non tutti sono spiegati come meriterebbero. Yuria a la Divina Madre, per ora, non hanno un vero background e del loro passato si sa proprio poco. Scopriamo qualcosina in più su Hana in un episodio mentre tutto gira attorno alla figura di Miko.

Sarà interessante capire l’evoluzione della trama nella speranza che ci porti in altri luoghi e aggiunga qualche personaggio interessante in più. Tra le tre ragazze principali, Hana è insufficiente e funge solo da scusante per eventuali attacchi dei mostri.


Animazione
hana yurikawa
Hana Yurikawa

Tutto sommato guardare Mieruko-chan non è particolarmente gravoso, anche perché non succede quasi nulla di particolare, ma il livello dell’animazione è al di sotto delle aspettative. I colori sono belli saturi e non si fa ricorso a sfondi fotografici come avviene in Yagate kimi ni naru e tutto è abbastanza piatto.
I mostri vengono rappresentati di colore grigio scuro con forti bordi neri come se fossero usciti direttamente dal manga; sono gradevoli e incutono abbastanza timore.
Manca quel pizzico di cura in più nel rendere le scene paurose realmente tali.


Sonoro

Per cercare di dare peso alle scene paurose si è scelta una doppiatrice dalla voce bassa per Miko che raramente riesce nell’intento. Hana, oltre ad essere un personaggio svampitello, ha una doppiatrice dalla voce altissima che quando strilla, gracchia e rompe i timpani. Personalmente, non mi piacciono molto, ma è tutta l’opera in se a non essere di buon livello.
Le sigle sono carine, specialmente quella finale, ma tradiscono entrambe il fatto che non siamo davanti ad un anime horror, bensì ad una mediocre commediola.

Sigla iniziale :
  • “Mienai kara ne!?” di Sora Amamiya
Sigla finale :
  • “Mita na? Mita yo ne?? Miteru yo ne???” di Sora Amamiya

Trattato come commediola

Quasi da subito si capisce che la premessa di guardare un anime horror pieno di spiriti maligni era una farsa; le inquadrature del comunissimo sedere di Miko o dell’enorme seno di Hana, con tanto di scena erotica in infermeria, distruggono tutta l’atmosfera e demoralizzano chi sta guardando Mieruko-chan.
Fortunatamente si sente ancora profumo di ciccia sul fuoco e la trama potrebbe regalare in futuro qualche soddisfazione se andrà a toccare più approfonditamente l’argomento spiriti / divinità.

Consigliato? Per ora direi no, ma la seconda serie sarà fondamentale.

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