Sword Art Online: War of Underworld parte 2

SaO War of Underworld termina con una vittoria, ma non è la fine per Alice né per Kirito.

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Alice si nasconde in una scatola e si fa spedire a casa di Kirito.

Trama – il divino sforzo –
sao alicization vassago
Vassago

La seconda parte ci porta nel pieno della battaglia che, oramai, si è allargata al mondo reale coinvolgendo una marea di giocatori da tutto il mondo. La maggior parte di questi sono stati “invitati” dagli assalitori della nave tartaruga per cercare di mettere le mani su “Alice”, l’AI super sviluppata.
Fortunatamente anche gli amici di Asuna giungono a dare una mano e la battaglia si fa più caotica che altro in quanto, mentre Kirito piano piano ritorna in se grazie all’aiuto esterno di Kikuoka & company, è evidente di quanto siano poco preparati Vector e Vassago all’adattarsi a quelle che sono le regole presenti nel gioco.

I due malvagi membri dell’unità che ha assaltato la tartaruga di Kikuoka si materializzano nel gioco con poteri elevati e personaggi molto forti, ma non sembrano realmente in grado di sfruttare appieno i loro poteri. Quando vengono sconfitti la prima volta, riappaiono con un altro account, fuso dai giochi precedenti a cui hanno partecipato portandosi dietro anche le limitazioni relative alle loro skills e parametri.
Il risultato è che Kirito riesce a sconfiggere entrambi perché più avvezzo allo sfruttare appieno le regole del gioco e le skills presenti riuscendo a vincere la battaglia.
Trama – l’impossibile diventa possibile –

Salvata la tartaruga e recuperata l’AI di Alice tutto sembra finire nel migliore dei modi, ma accade un avvenimento che, forse, non era il caso di far accadere. Alice, da AI all’interno di un supporto elettronico, diventa una donna vera in “carne e ossa” o metallo e batterie e viene presentata al mondo come primo essere umano dall’intelligenza elevata creata in laboratorio. Viene specificato che il processo di creazione è molto complesso e ci vogliono decenni per ottenere un risultato del genere, ma non tutti sembrano contenti di vivere in un mondo dove chi ti passa vicino potrebbe non essere più “vivo”.

Ovviamente, ad Alice non viene concessa la libertà che desidera e non sembra particolarmente contenta di dover stare lontana da Kirito. Ora che si trova nel mondo reale diventa tutto molto complicato perché ciò che è stata sino a prima non vale più; men che meno può tenere validi i suoi sentimenti verso gli altri. Gli alter-ego nei videogiochi sono persone diverse nella realtà.


Personaggi – Per fortuna è finita –

Quanto ribadito nella precedente recensione non viene ribaltato in questa seconda parte, giustamente. I personaggi restano incoerenti e ridicoli sotto quasi tutti i punti di vista e il motto “tutto è bene quel che finisce bene”, ripetuto alla noia all’interno delle serie di SaO, comincia a dare segni di cedimento. Il fatto che Kirito subisca, assieme a Asuna, tantissimi danni psicologici e cerebrali sembra non sia un problema per nessuno dei due.
Continuano imperterriti a partecipare a questi MMO full dive nei quali, a conti fatti, è maggiore il peso delle sofferenze rispetto alle soddisfazioni. Senza contare che tutto quello a cui si legano scompare quando il server viene spento.

Dal mio punto di vista, questa tipologia di trama/ambientazione non permette la scrittura di buoni villain o cattivi perché si parla di videogiochi e in questo mondo il cattivo di turno deve perdere in qualche modo.
Pertanto, sfruttando la presenza di due reali giocatori nei panni dei cattivi avrei voluto vedere delle sconfitte dure e brutali da parte dei buoni o delle battaglie più complesse dal punto di vista tattico; purtroppo non c’è nulla di tutto ciò e questo ha danneggiato anche i personaggi. L’unica “morte” importante è stata quella di Bercouli ed è finita nella maniera più tragicomica che si possa pensare.


Animazione
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Ryoko

Questa seconda parte ricalca quanto visto nella precedente e con qualche piccolo pasticcio extra che non mi sarei aspettato. Li chiamo “pasticci” perché certi effetti che si vedono durante gli ultimi scontri non sono brutti di per se, ma sono poco comprensibili nel contesto.
L’evoluzione di Vassago e l’utilizzo del vecchio PG da parte del giocatore dietro a Vector avrebbero meritato maggiori attenzioni dal punto di vista visivo, ma già nella parte precedente avevo segnalato la decisione di non calcare troppo la mano negli effetti grafici.

Ciò che realmente manca a SaO è il distacco netto tra mondo MMO virtuale e reale. La bella animazione colorata e “anime” va bene quando gli avvenimenti sono ambientati dentro al videogioco, ma quando mi mostri quello che succede al di fuori, nella realtà, sarebbe molto più di impatto se si usasse un’animazione diversa. Degli sfondi fotografici, del 3D o una maggiore attenzione al comparto luci e ombre per creare più profondità.
So che non sarebbe facile, ma la stessa animazione per entrambe le situazioni non rende bene il confronto tra le due “vite” dei personaggi.


Sonoro

Data la natura di sequel o, per meglio dire, seconda parte dell’opera Alicization, non c’è molto su cui discutere. I doppiatori sono gli stessi a cui ci siamo quasi sicuramente abituati dalle precedenti serie di questo progetto.
Per quanto riguarda le sigle abbiamo nuovamente due voci femminili: ReoNa all’intro ci canta una canzone Pop dal buon ritmo che mi sembra appropriata all’anime. Peccato che venga utilizzata anche come sigla finale dell’ultimo episodio, ma non è certo la prima volta che succede.

La sigla finale, purtroppo, non mi piace proprio perché alterna un ritmo lento ad uno leggermente più sostenuto in un mix non riuscito benissimo.
Entrambe le cantanti hanno una voce che si somiglia dal punto di vista del tono; sono entrambe naturalmente basse e ben equilibrate. Molto pulite nel cantare anche se ReoNa ha una spinta in più perché regge qualche picco più alto.

Sigla iniziale :
  • “ANIMA” di ReoNa
Sigla finale :
  • “I will…” di Eir Aoi

Immondizia

Se avete letto le precedenti recensioni e questa qui saprete già il motivo per il quale questo SaO, Alicization + War of Underworld, lo ritengo uno dei più brutti in assoluto del franchise. L’idea di base della trama non ha solide fondamenta perché manca tutta la parte “politica” dietro al progetto Alicization. Il suo sviluppo è troppo simile a quanto già visto nei precedenti SaO e sarebbe stato meglio svecchiare il tutto con qualche evoluzione nell’animazione e nella profondità dei personaggi.
Non mi capacito di come sia possibile portare avanti un progetto così importante e, volendo, complesso che parte da una situazione molto cruda come la morte online di molti esseri umani (primo SaO) in questo modo! I personaggi sono privi di alcuna profondità, semplicemente appaiono e scompaiono come se nulla fosse nella trama arrivando a durare meno di 10 minuti.

I videogiochi MMO full dive hanno tutti la stessa base di funzionamento e sono tutti gestiti da persone corrotte o assassine che cercano di far del male a questa o quella popolazioni per motivi non noti. Se Alicization si stacca da questa formula nella prima parte della prima parte, perché far tornare tutto dentro lo stesso canovaccio? Bastava far sì che Quinella fosse malvagia di base dall’inizio oppure che Vector vincesse la battaglia contro Kirito. Tanto è un videogioco e Kirito sarebbe stato salvato comunque inventando un altro stratagemma!

Perché non far scomparire Alice? So già che ci sarà un seguito, lo hanno già annunciato (questa recensione è stata scritta il 12/04/2022), ma la voglia di guardarlo è meno di zero. La seconda metà dell’ultimo episodio ci fa capire che Kirito tornerà dentro il gioco di Alicization per una battaglia molto importante.

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