Boku no Hero Academia

Recensione progetto anime - sei serie, sei film e qualche spin-off

Informazioni sull'opera

Era un caldo luglio quasi come questo, quando nel 2014 esce il primo capitolo di quest'opera che renderà famosissimo e, spero, ricchissimo Kouhei Horikoshi. Ci sono voluti quasi due anni, ma la prima serie animata è storia ed ha catturato ancora più pubblico di prima tanto che siamo arrivati alla 6° serie dopo alcuni spin-off manga e videogiochi.

Perché questo anime

Semplicemente per il livello di popolarità che gode sia in Giappone che in terre occidentali. Personalmente non lo avrei mai guardato a causa del fatto che si sta parlando di uno shonen e il suo livello d'animazione non sembra eccezionale; questa l'idea che mi sono fatto guardando qualche immagine in giro per internet.
D'altro canto non guardarlo sarebbe stato imperdonabile in quanto è uno delle opere più apprezzate degli ultimi anni.


Izuku Midoriya.
Il protagonista è Izuku Midoriya

Trama 1° serie

Izuku è un ragazzo che finalmente ha concluso la scuola media e si appresta ad entrare nella prestigiosa accademia per Supereroi: il liceo Yuuei.
Purtroppo, però, lui è uno dei rari esseri umani ad essere nato senza alcun super potere, nemmeno ereditato dai genitori. Il sogno di imitare il suo idolo All Might era già stato distrutto anni prima quando, ancora bambino, gli era stato detto che non avrebbe avuto alcun super potere.
Negli anni, ha potuto soltanto occuparsi di raccogliere informazioni sugli eroi di istanza nella sua città, guardandoli da lontano.

Un bel giorno, però, uno dei suoi amici, Bakugo, viene coinvolto in uno dei tipici scontri tra eroi e villains e sta per essere risucchiato da uno strano essere. All Might fa la sua apparizione mentre Izuku si butta a capofitto nella battaglia per salvare l'amico.
Una volta risoltasi la situazione All Might decide di fare da balia a Izuku donandogli un suo capello. A quanto ci viene spiegato, qualche anno prima, All Might ha subito un brutto colpo che gli è costato parte del proprio fianco, organi inclusi e ora il suo potere dura al massimo 2 o 3 ore. Per cercare qualcuno a cui passare il suo super potere, lascia gli Stati Uniti e viene in Giappone per insegnare proprio all'accademia dove Izuku si iscrive.

Dopo mesi di allenamento intenso Izuku riesce a passare l'esame d'ingresso all'accademia, nonostante non riesca minimamente a gestire l'enorme super potere chiamato One for All trasmessogli da All Might. La scuola sembra pure divertente, seppur speciale, ma il primo vero attacco villain avviene mentre loro sono all'interno di uno speciale zona d'allenamento. Un nemico molto potente si mostra deciso a togliere di mezzo tutti i super eroi presenti nella scuola.
Fortunatamente questo non avviene, ma il primo round dello scontro finisce in parità nonostante i villain scappino a causa dell'inferiorità nnumerica.

Ambientazione

A mio parere, questo è uno dei due punti negativi di quanto ho potuto vedere sino ad ora. Siamo in una specie di mondo parallelo dove gli esseri umani hanno quasi tutti dei super poteri e, confrontando, siamo circa nei primi anni 2000 quando la tecnologia era presente, ma non in modo così massiccio come oggi.
La città in cui Izuku vive e studia è una città giapponese piuttosto generica in cui, per il momento (1° serie), non sembra esserci nulla di particolare da tenere presente.

Anche la scuola per super eroi non sembra particolarmente diversa da una comune scuola, salvo per le atipiche lezioni che vi vengono svolte.
In generale l'ambientazione è piuttosto anonima e non molto ispirata, lasciando spazio a migliorie di qualsiasi tipo. Il timore è che non ce ne saranno, di migliorie.

Animazione

L'altro punto negativo riguarda il livello dell'animazione. Premettendo che stiamo parlando di un'opera che vedrà parecchie serie prima di concludersi era plausibile che l'animazione non potesse disporre di un budget particolarmente alto. Pertanto avevo previsto il risultato mediocre; purtroppo siamo ben al di sotto della mediocrità.
Qualità generale del disegno, sfondi, gestione di luci e ombre finiscono per rovinare l'esperienza di quello che è un'opera molto apprezzata. Alcuni sfondi sembrano creati e colorati da bambini delle elementari e nel 2016, anno di inizio, non è accettabile. Il budget a disposizione influisce sicuramente su questi aspetti, ma come si può guardare "L'attacco ai titani" e poi sopportare Boku no Hero Academia?

Gestione personaggi

Uno degli aspetti migliori di quest'opera è la gestione dei personaggi; attenzione: non parlo dei personaggi di per se! Il modo in cui vengono presentati, i piccoli flashback, la lentezza con cui ci vengono mostrati senza annoiare.
Guardare questa prima serie, che fa da incipit della trama, è stato un piacere proprio per la cura e nel ritmo con cui i personaggi ci sono stati messi sullo schermo.

Ovviamente, essendoci tantissimi personaggi, alcuni non hanno avuto lo spazio che meriterebbero, ma sono sicuro che più in là ognuno verrà raccontato nello stesso modo dei principali.
Qualche ripetizione di troppo nei flashback che riguardano Izuku che, credo, dipendano dalla pubblicazione televisiva, ma sono tollerabili.

Sonoro

Nell'unica serie vista sino ad ora, la prima, non c'è molto di cui parlare a parte le sigle. Entrambe sono dimenticabili, a mio gusto, e molto classiche per questa tipologia di anime. Un po' come successe per Naruto, mi aspetto che Boku no Hero Academia disponga di molte sigle iniziali e finali, alcune riuscite mentre altre no.
Le voci rincorrono spesso i tipici cliché dei personaggi giapponesi per cui aspettatevi quelle associazioni voce/personaggio viste e sentite tantissime volte.