Neon Genesis Evangelion

Valutazione dell'opera - una serie e sei film

Premesse sull'opera

Inizialmente, avevo intenzione di fare un recensione come fatto per altre opere, ma Neon Genesis Evangelion non si può trattare come un altro titolo anime. Di motivi ce ne sono tre o quattro, ma il principale riguarda la dilazione nel tempo di ogni singola pubblicazione che ha trasformato un'opera di livello altissimo a diventare insufficiente. Prima di tutto mettetevi comodi perché non sarà semplice.


Il logo relativo alla prima serie di Neon Genesis Evangelion
Il logo relativo alla prima serie di Neon Genesis Evangelion.

Neon Genesis Evangelion si divide, come accennato poc'anzi, in diverse pubblicazioni con date piuttosto diverse. Qui di seguito ne faccio un elenco per data così che possa essere tutto più chiaro.
NOTA: le date riportate sono riferite alla prima pubblicazione in Giappone.
1° serie composta da 26 episodi nel 1995
Death & Rebirth, film del 1997
The End of the Evangelion, film del 1997
1.0 You are (not) alone, film del 2007
2.0 You can (not) advance, film del 2009
3.0 You can (not) redo, film del 2012
3.0+1.0 Thrice upon a time, film del 2021

È molto importante sottolineare, e lo faccio sin da subito, che la prima serie non è figlia di un manga o di una serie di novel: l'autore o gli autori, ne discutiamo dopo, partirono subito con la produzione del primo episodio. Altra cosa importante da tenere a mente riguarda il fatto che dopo l'uscita dei primi due film del 1997 sono stati pubblicati altri svariati progetti collaterali, tra cui un manga, ma non è necessario averli visti o letti.


IMPORTANTE: C'è un annoso dilemma riguardante la traduzione della parola giapponese 使徒 (Shito) che è stata esportata in tutto il mondo come "Angelo" e che è fulcro di quanto avviene nell'opera. Dal mio personale punto di vista è sbagliato: la traduzione reale di questa parola è "Apostolo" in quanto i nemici che appaiono per distruggere il genere umano non arrivano da una dimensione sconosciuta come il paradiso, ma sono residenti sulla Terra sin dall'inizio. In questa recensione, però, verrà mantenuta la parola "Angelo" per una lettura più facile.

Valutazioni


La prima serie

La prima serie del 1995 parte con molti passi sbagliati a livello progettuale che peseranno come macigni e influenzeranno, praticamente, tutta l'opera. Come da premessa, Neon Genesis Evangelion non viene animato partendo da un'idea già analizzata ed elaborata su carta; non c'è un manga né un certo numero di novel a sostegno e tutto viene creato dall'idea avuta da uno dei suoi autori: Hideaki Anno. Il mio parlare al plurale a riguardo degli autori di quest'opera sta nel fatto che, sebbene sia vero che l'idea di base è di Anno, per poterla sviluppare ci sono volute le menti di altre persone. Diciamo che Anno ha fatto la bozza, mentre gli altri ci hanno poi messo il resto. Tra questi non ci sono soltanto disegnatori o animatori, ma anche esperti di altri settori che portano la loro esperienza per poter arrivare al design definitivo dei robot/apostoli presenti nella storia.
L'impiego di tutte queste persone unito ai problemi economici della Gainax ha condotto ad uno dei più grandi flop della storia degli anime dell'epoca. Neon Genesis Evangelion viene, di fatto, interrotto a causa dei pochi soldi a disposizione e dall'alto costo di ogni singolo episodio. Tutto il gruppo che ci lavorava dovette accorciare l'opera a 26 episodi; non si sa di preciso quanti ne erano stati preventivati, ma è probabile dovessero essere circa il doppio.
Dati i contenuti non adatti a tutti e ad una trama molto complessa che fonda le proprie radici in più religioni, venne pubblicato di sera su TXN, Tokyo Network TV, riducendo sin dall'inizio la platea a disposizione. La trama, pregna di riferimenti religiosi non conosciuti da tutti, non offre spiegazioni intermedie di quanto mostrato. All'epoca internet esisteva, ma non esisteva l'ampia possibilità di oggi di reperire informazioni e certi riferimenti erano, di fatto, incomprensibili, salvo farsi un giro in qualche bella biblioteca molto fornita.
Gli ultimi due episodi, il 25 e il 26, altro non sono che la parte finale della seconda parte di quello che sarebbe dovuto essere l'intera opera di Neon Genesis Evangelion e danno l'impressione di essere completamente o quasi scollegati da quanto mostrato nei 24 precedenti. Per quanto mi riguarda, la prima serie termina con l'episodio 24 mentre gli ultimi due altro non sono che un brutto bignami di una storia mai del tutto raccontata.


Asuka Sohryu Langley
Asuka si presenta nell'episodio 8.

Due film al posto di due episodi

A peggiorare la situazione ci si mettono gli appassionati: a distanza di qualche mese, l'anime comincia ad ottenere il successo che avrebbe meritato durante la prima messa in onda e gli autori vengono praticamente costretti a produrre un finale degno di questo nome.
Vengono, quindi, pubblicati i due film del 1997 in sostituzione dell'episodio 25 e 26, ma rappresentano meno di quanto desiderato: Death & Rebirth è un riassuntino di quanto visto nella serie con qualche aggiunta e/o ritocco; tra queste una narrazione leggermente differenziata riguardante gli angeli, ma il succo della trama non cambia.
The End of the Evangelion rappresenta la reale fine che aveva in mente Anno per la sua opera, ma, resa sottoforma di film, finisce per essere troppo corto per includere ogni possibile aspetto e ogni possibile spiegazione di quanto visto nella serie.
Dal mio punto di vista entrambi i film sono inutili perché falliscono nell'essere ciò per cui sono stati sviluppati: il primo riporta i fatti già noti nella serie andando a cambiare alcuni punti che era meglio lasciare com'erano per non creare altra confusione. Il secondo non riesce a dare le risposte che tutti volevano portando in scena soltanto l'idea finale di Anno senza un reale percorso per arrivarci.


Da buttare?

Per fortuna è l'esatto opposto. Se, per un momento, facciamo i semplici appassionati di anime e ci limitiamo a guardare la serie e i due film successivi, senza soffermarci sulle questioni esterne, non possiamo che renderci conto di quanto Neon Genesis Evangelion sia semplicemente un'opera al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Nei successivi anni alla sua prima pubblicazione, quest'opera, fece scuola e rivoluzione nel modo di fare e concepire un anime/manga.
È indubbio che i personaggi presenti, quelli principali almeno, siano esposti in maniera approfondita, attenta, con i giusti modi per analizzare ogni loro punto forte e debolezza. Le relazioni che si vengono a creare tra di loro sono veritiere e molto reali, con affinità o scontri, anche duri talvolta, dovuti ai differenti modi di vedere le cose o affrontare i problemi della vita. Ancora oggi troverete difficilmente un'opera che riesca ad arrivare a questo livello nella presentazione e gestione dei personaggi.
Altro aspetto notevole da tenere in considerazione è la cura della regia offerta dagli autori. Inquadrature e fermi immagini sono sempre ragionati e voluti per amplificare le emozioni e i sentimenti da far provare a coloro che stanno guardando la scena. Per l'epoca, inoltre, non bisogna nemmeno sottovalutare il livello dell'animazione sebbene alcune scelte possano non piacere: come alcuni background piuttosto scarni o poco curati.
A conti fatti si è davanti ad un'opera di altissimo livello.


Lo 03, infettato da un angelo, attacca lo 01.
Lo 03, infettato da un angelo, attacca lo 01.
Una speranza delusa

La lunga attesa dopo la pubblicazione dei due film ci porta davanti ad un grosso problema che influisce su tutta l'opera: l'animazione. In 10 anni di innovazione tecnologica riprendere un titolo significa quasi obbligatoriamente farne un remake, in pratica una versione migliorata in molti aspetti visivi. E allora si riparte da zero con 1.0 You are (not) alone e 2.0 You can (not) advance dove ci viene fatto un secondo riassuntino nel quale migliora l'animazione e vengono cambiati alcuni angeli. Alcune scene vengono modificate, in meglio per lo più, e vengono modificate le relazioni tra alcuni personaggi. Ad esempio, in uno degli episodi chiave, Asuka sostituirà Toji alla guida dell'Evangelion 03 subendo l'attacco dell'angelo e la distruzione da parte dello 01 controllato dal Dummy System (sistema di pilotaggio automatico).
Nel 2012, quando finalmente ci si aspetta di vedere cosa succede dopo l'episodio 24, ecco che abbiamo un altro singolo film, il 3.0 You can (not) redo, che ci porta nel futuro. All'interno del mondo di Evangelion sono passti 14 anni e le cose sono cambiate in modo piuttosto radicale. La terra è praticamente un deserto rosso, la Seele non esiste più e la Nerv è composta soltanto da Gendou Ikari, Fuyutsuki, Ayanami e Nagisa. Quello che appare abbastanza chiaro è che sia un proseguo, leggermente distorto, di quanto si vede nel film The End of the Evangelion.
La mia personale delusione è piuttosto forte, ma proseguo la visione per capire dove si voglia andare a parare con questa riscrittura della trama originale. Ahimé, da nessuna parte: se la serie del 1995 non spiega praticamente niente di quanto viene citato e non fornisce le spiegazioni necessarie per comprendere tutto quello che accade, il 3.0 prosegue per la stessa strada non dando nessuna informazione a riguardo dei tanti riferimenti religiosi. Di fatto chi guarda quest'opera si deve studiare tutto per i fatti propri scontrandosi con la difficoltà nel reperire le giuste informazioni e con il problema di doverle adattare al contesto in cui vengono richiamate.
Insomma, siamo davanti ad un sequel di qualcosa che non è mai stato spiegato e che aggiunge altra carne al fuoco senza mai specificare il tempo di cottura.


La fine

Nell'ultimo film 3.0+1.0 Thrice upon a time altro non si vede che il proseguo del desiderio di Gendou di riunire tutti gli esseri umani in un'unica cosa, esattamente come già visto nel secondo film, per poter finalmente tornare assieme alla moglie morta circa 28 anni prima. Eppure fu lui stessa ad accettare quel rischio sotto gli occhi di Gendou. In questo ultimo film, se da una parte si capisce dove si sarebbe andati a finire con la trama dove tutto è sempre bene quel che finisce bene, dall'altra abbiamo l'apoteosi della "monnezza" sotto il profilo dell'animazione e della comprensione.
L'abominio che siamo costretti a guardare nell'ultima parte del film è qualcosa di vergognoso per il 2021: uno scontro tra due Evangelion praticamente uguali sia nella forma che nel colore che inizia in 3D per poi tornare al 2D, la presenza di tre lance la cui spiegazione della loro esistenza è lasciata da parte, l'esistenza di "angeli" meccanici e la famosa luna nera o chiave o non si sa bene cosa sia che si innesta nella Terra. In aggiunta al fatto che si mescoli lo scontro alla rappresentazione teatrale del "progetto per il perfezionamento dell'uomo", ripresa dalla prima serie, senza darne alcuna spiegazione logica, la testa completamente vuota di Gendou Ikari e l'esplosione di Fuyutsuki. A tutto questo bel polpettone di tutto quello che c'era in frigo aggiungeteci che la vera Asuka, umana, è morta nel secondo film ed è stata sostituita da una Asuka prodotta in serie, come Ayanami, la cui fusione con l'angelo 08 (qualunque esso sia) ha fatto sì che soltanto una riuscisse a sopravvivere senza autodistruggersi.



Ah, vero: manca di capire perché esiste la maledizione dei piloti di Evangelion che rimangono bloccati all'età di 14 anni. Sarà forse perché muoiono tutti e vengono sostituiti da omuncoli? Gli ultimi minuti finali sono la ciliegina sulla torta di quello che io non posso che valutare come un disastro. Tutti i personaggi rimasti in vita vengono dispensati da Shinji e possono vivere un'esistenza pacifica e normale: Rei si mette con Nagisa, Asuka sta con Kensuke. Lui... Ah bhe, lui con la Iscariota. Chi sarebbe l'Iscariota? Ma Mari, ovviamente! Il pilota di Evangelion con gli occhiali e la tutina rosa di cui non ci viene detto praticamente niente e che appare magicamente nei cieli del Giappone e, guardate un po' il caso, finisce addosso proprio a Shinji. Eh... che bello.


Shinji cerca di strangolare Asuka.
Shinji cerca di strangolare Asuka.

Ora è proprio finito

Tornando seri questi ultimi quattro film sono semplicemente brutti sotto quasi tutti i punti di vista e mancano completamente di fornire una fine degna per quest'opera. Non forniscono spiegazioni utili alla comprensione dell'opera né portano a compimento la prima serie sostituendo quei 24-25 episodi che sono stati tagliati. L'animazione è aberrante in quasi ogni suo effetto speciale e nel 2021 non sono riusciti nemmeno a sfruttare le incredibili tencologie createsi nel tempo.
Ciò che ci resta è il sogno divenuto realtà di vedere un'opera di primissimo piano che ci ha portato ad innamorarci ancora di più dell'animazione giapponese con l'amaro in bocca di non averla vista completa fino alla fine.


In un mondo senza Evangelion, Shinji sta con Mari
In un mondo senza Evangelion, Shinji sta con Mari Iscariota.