Horimiya

Recensione del manga - 11 volumi

Informazioni sul manga

Parto dicendo che questo manga non è il "primo": esiste una versione dello stesso mangaka pubblicato tra il 2007 e il 2011 con un titolo leggermente diverso, ma che tira in ballo comunque i due protagonisti principali.
Si tratta di una commedia romantica nella quale la bella Hori finisce per mettersi assieme al tenebroso, e quasi sempre da solo, Miyamura. Ciò che accumuna i due sono i rispettivi scheletri negli armadi riguardanti le loro personalità e piaceri; sebbene Hori passi per la ragazza mondana e attenta al proprio aspetto esteriore in verità preferisce restarsene chiusa in casa a fare le pulizie o aiutare suo fratello più piccolo. Al contrario, il triste e silenzioso Miyamura, non disdegna frequentare amici piuttosto chiassosi che rallegrano le giornate. Inoltre, lavora nel negozio di famiglia, una pasticceria ed è abituato ad avere a che fare con le persone; al contrario di quello che avviene a scuola.
La trama di questo titolo, però, non gira attorno soltanto a questi due personaggi, ma chiama in causa anche molte altre figure. Gli amici di lei e di lui, piano piano, si inseriscono nei capitoli e allargano le situazioni divertenti dei due protagonisti. Sono presenti anche i genitori dei personaggi che di tanto in tanto si inseriscono a loro volta per dare un bel quadro generale alla trama; di solito i genitori all'intero di un manga scolastico non si vedono quasi mai.
Il manga è tutt'ora in corso sebbene non abbia una pubblicazione fissa; siamo arrivati al volume 14 in Giappone, ma non credo ce ne saranno poi molti altri. La trama racconta soltanto le storie d'amore di alcuni studenti delle superiori.

Perché questo manga

Mi era capitato di leggere su alcuni siti di manga che questo titolo era uno dei più apprezzati per quanto riguardava il tema delle storie d'amore e veniva consigliato per tutti gli appassionati del genere. Non che io sia uno tra questi, preferisco altre tipologie, come avrete notato dalle recensioni già pubblicate. Il dubbio, però, che potessi perdermi qualcosa di davvero interessante era molto plausibile. Pertanto, quando ho avuto l'occasione di fare acquisti sul sito della Jpop, misi nel carrello quattro o cinque volumi di questo HoriMiya per poterlo sfogliare.
In parte sapevo a cosa andavo incontro ed ero curioso di capire in cosa potesse eccellere; conosco Amagami e Toradora, ma di solito trovo noiose le commediole romantiche in cui l'amore vince sempre e conta solo quello.

11 volumi di horimiya
Gli 11 volumi di HoriMiya.

Disegno bianco

Dopo aver sfogliato i primi capitoli del primo volume era chiaro che il disegno di Hagiwara-sensei non sarebbe stato il mio preferito: non sopporto più di tanto il fatto che non si ricorra ai grigi quando questi sono necessari e si preferisca lasciare tutto bianco. Quasi tutte le ragazze hanno i capelli bianchi nonostante Hori sia castana scura, come si evince dalle copertine. Viene usato il grigio per rappresentare i capelli rossi di Remi, la fidanzata del presidente del consiglio studentesco, Sengoku. Trovo questa scelta non comprensibile e sbagliata. Senza contare che i grigi vengono usati eccome in altre occasioni. Miyamura ha i capelli neri e tali vengono mostrati.
Per gli altri aspetti riguardanti il disegno posso dire che c'è una certa attenzione nella pulizia dell'immagine che permette una chiara interpretazione di ciò che sta avvenendo. C'è stato uno studio molto approfondito sul come rendere al massimo la presenza sempre costante di molti personaggi, tra altezze varie, scelta dell'abbigliamento ecc...
Tutto sommato il dieegno è gradevole ed è divertente il modo in cui la disegnatrice inserisce modelli chibi o scene in cui i personaggi vengono leggermente storpiati per rendere più divertente la scenetta.


Hori picchia Miyamura
Hori non lesina botte al povero Miyamura.

Personaggi strani

Quasi tutti i personaggi all'interno di quest'opera sono strani o pazzi. Hori, tra le mura domestiche, ha a che fare con due genitori molto giovani con cui ha un legame più d'amicizia che altro e quando ha a che fare con Miyamura tende a trattarlo con modi bruschi al limite della violenza. (In verità lo picchia pure)
Miyamura si circonda di persone rumorose e allegre come Shindo, salvo poi doversi nascondere per evitare le lezioni in piscina a causa dei suoi tatuaggi e piercing che lo dipingerebbero come un poco di buono nella società giapponese.
Sengoku, il presidente del consiglio studentesco, deve ottenere quasi sempre il massimo dei voti per compiacere il padre acculturato che ha riposto in lui molte aspettative, finendo per trovarsi una fidanzata un po' tonta con la passione degli insetti, che ha appeso per tutta casa. Con il risultato che non si possono incontrare al di fuori degli orari scolastici.
Ognuno di loro ha dei problemi particolari con cui convivere e quando si trovano tutti assieme per condivedere qualche momento ecco che ognuno è sempre pronto a guardarsi le spalle. Per esempio Sengoku non sa che Miyamura ha i tatuaggi e finisce in situazione ambigue nella speranza di spogliarlo e avere una spiegazione.
Insomma ognuno di loro aiuta a rendere divertente la lettura perché l'autore/autrice usa questi "problemi" per generare ogni volta scenette imbarazzanti tirando in ballo a turno un po' tutti i personaggi presenti nella trama.


A Miyamura non piacciono gli horror
A Miyamura non piacciono gli horror.

Autore? Autrice?

Chi si occupa di quest'opera è interno a Square Enix e su di loro non è dato sapere quasi nulla. La stessa JPop ha apostrofato le due sia al maschile che al femminile non tenendo una linea a riguardo. Nemmeno Wikipedia aiuta in questo senso ed è probabile che Hero-sama e Hagiwara-sensei giochino su questa questione a proprio vantaggio.
È quasi certo che entrambe siano donne o questo è quello che risulta con più facilità spulciando la rete, ma Daisuke è un nome maschile e così si disegna la Hagiwara in un paio di volumi. Potrebbe essere quello che si definisce Pen-name o soprannome per nascondere la propria identità, ma non ne comprendo il motivo. Forse è legato a qualcosa di interno a Square Enix.
Fatto sta che leggendo i volumi non si riesce ad attribuire un sesso sicuro alle due in quanto riescono sapientemente a gestire i personaggi indipendentemente dal sesso di questi, dando loro un ottimo bilanciamento. Di solito, se l'autore è maschile tenderà a rappresentare alcune situazioni dal suo punto di vista risultando meno credibile nel caso di personaggi femminile. Qui, invece, è tutto ben equilibrato.

Due copertine di Horimiya
Le copertine di Horimiya.

Extra

Come succede spesso nel mondo dei manga, alla storia principale vengono aggiunte alcune tavole in cui si prendono i personaggi e li si inserisce in contesti strani e comici. Sono presenti, ad esempio, anche in Black Lagoon. Queste mini storielle si trovano nella parte finale di ogni volume e ci vedono protagonista il povero Ishikawa alle prese con dei gatti speciali: Miyamura e gli altri in formato micio con tanto di orecchie, coda e comportamenti particolari.
Oltre a questa aggiunta su ogni copertina del volume appaiono mini scenette comiche con i personaggi che vengono usati meno o non si vedranno in quel volume: la pubblicazione prevede l'uso di una sovracopertina lucida di buona qualità.
Queste due piccole aggiunte permettono di capire come l'intento di Hero-sama si quello di rendere HoriMiya un'opera che non è incentrata sulla sole storie d'amore, ma punta moltissimo sull'alchimia che si crea tra i vari personaggi e sul divertimento.

Una delle copertine disegnate
Una delle copertine disegnate.

Consigliato: sì!

Dopo aver letto undici volumi è chiaro il motivo per cui Horimiya veniva consigliato e valutato molto bene: si tratta di un titolo molto ben gestito a livello di trama con i personaggi che si alternano e rendono divertente e vivace la lettura. Inoltre i personaggi stessi, con le loro particolarità, sono divertenti anche presi singolarmente. Tant'è che esiste un manga parallelo sempre di Hero-sama, un Omake, che, immagino, accentui ancora di più le caratteristiche dei singoli personaggi e li renda ancora più estremi e pazzi.
Non posso che consigliarlo, anche a coloro cui le storielle d'amore non piacciono perché sebbene ci siano queste sono soltanto una parte dell'opera e non si ha mai l'impressione di vivere in una fiaba irreale come spesso accade per questi titoli in cui l'amore finisce per essere rappresentato come non è in realtà.

Le scenette a fine volume
Ishikawa e i gatti speciali