Tokyo Ghoul:Re

Recensione del manga - 16 volumi

Informazioni sul manga

Questo titolo segue i primi 14 volumi pubblicati gli anni precedenti iniziando la pubblicazione nell'ottobre del 2014. A dispetto di quanto visto sino all'ultimo volume della prima parte, qui si riparte con Ken Kaneki... no, aspetta. Ora si chiama Haise Sasaki e lavora per il comando Anti-Ghoul ed è a capo di una organizzazione interna ad esso, speciale, chiamata Quinx Squad.
Di fatto quello che ci viene mostrato è un proseguo successivo di 2/3 anni rispetto a quanto accaduto nella prima parte ed è come sfogliare le pagine di una storia completamente nuova.
In verità si aggiungeranno un sacco di personaggi a quelli che già conoscevamo oltre a dei graditi (?) ritorni. La guerra tra umani e ghoul non è mai finita anche se ci sarà un bel punto di svolta grazie ad un cambio al vertice del comando Anti-Ghoul.

Perché questo manga

Trattandosi di un sequel il motivo è abbastanza banale, anche se si può tranquillamente restare fermi alla prima parte in quanto il personaggio principale, Ken Kaneki, sappiamo che muore e attorno a lui gira più o meno tutta la trama. La curiosità di leggere cosa succede dopo e di nuove battaglie tra ghoul e umani fa sì che si finisca per acquistare anche questo :Re. Devo dire che è stata una scelta saggia nonostare alcuni punti deboli della prima parte.
I volumi si presentano più o meno allo stesso modo: con una sovracopertina comprensiva di immagini e alcune interessanti note. Queste ultime, a volte, spoilerano un po' il contenuto del volume quindi sarebbe meglio leggerle solo alla fine.

16 volumi di tokyo ghoul
I 16 volumi di Tokyo Ghoul:Re.

Un disegno migliore

Eggià. Uno dei punti deboli dei primi 14 volumi era proprio il disegno, spesso non all'altezza di ciò che doveva mostrare, tra background poco ispirati e neri un po' a casaccio. I secondi sono rimasti, in parte, mentre i primi sono migliorati tantissimo. Si vede chiaramente la mano di un computer mentre quella dell'autore sembra esser diventata più stabile tanto che sia i personaggi che alcune battaglie sono ben più chiari e delineati di prima.
È stata poi fatta una scelta non esattamente ideale a riguardo della gestione di discussioni tra più personaggi in contemporanea. Di fatto capita spesso che ci siano delle frasi dette da un personaggio mentre non è inquadrato. Questo crea qualche problema nel capire chi stia dicendo cosa; la scelta di avere dei baloon a sfondo nero con scritte bianche, non aiuta sempre a capirlo rendendo difficile la lettura. Forse era meglio effettuare questa distinzione in un altro modo.


Il disegno di Tokyo Ghoul:Re
Il disegno di Tokyo Ghoul:Re.

Trama e ambientazione

Il recensore non ritiene di doversi trattenere dallo spoilerare eventuali parti della trama in quanto si tratta di una recensione e deve dare una valutazione generale all'opera, comprensiva di tutti i punti in gioco. Per chi non conosce l'opera o non ha mai visto nemmeno una serie animata può saltare questo punto.

La trama di questa seconda parte non riprende da dove era finita la prima. Ci viene presentata la Quinx Squad: una divisione interna al comando Anti-Ghoul dove i membri hanno effettuato un'operazione chirurgica per farsi innestare un kagune. Tutti tranne uno... Un certo Haise Sasaki, a capo della squadra, che risulta essere per metà ghoul. E chi sarà mai?
Tra una pagina e l'altra si scopre che alcuni ghoul sono ricercati per la loro efferatezza mentre l'albero di Aogiri sta subendo la mancanza di ghoul che, piano piano, vengono sterminati dai membri della Quinx Squad. Non sembra esistere più una vera e propria battaglia per la supremazia dei ghoul, anzi, gli umani stanno lentamente vincendo.
Attraverso qualche buona spia si viene a scoprire l'organizzazione di una certa asta nella quale i ghoul potranno spendere i propri soldi per ottenere un umano da mangiare o con cui giocare. I Gourmet tirano le fila di tutto ciò fin quando Mutsuki, un membro della Quinx, non si fa catturare appositamente per fare da esca. Ne esce una battaglia incredibile con la morte di numerosi ghoul nonostante la difesa fosse stata assegnata ai membri dell'albero di Aogiri.
Ottenuta questa vittoria si passa a quella che dovrebbe essere l'ultima fase: attaccare la sede di Aogiri e sterminare tutti. La cosa però finisce molto meno bene per il comando Anti-Ghoul. Furuta, un membro del comando e figlio cadetto della dinastia Washu a capo del comando decide che è ora per lui di prendere il comando: uccide il capo e i suoi scagnozzi, ergendosi a capo indiscusso di tutto i comando.
Si viene a scoprire che tutti i Washu, in realtà, sono ghoul a loro volta e la fiducia all'interno del comando inizia a vacillare. Sasaki, nel frattempo ha deciso di ritornare a farsi chiamare Ken Kaneki e diventa il Re con il Sekigan come desiderato e voluto prima da Arima e poi da Eto. Arima in uno scontro con Kaneki gli rivela che essendo lui un figlio del Giardino, non vivrà ancora per molti giorni e si lascia uccidere facendo andare nel panico molti altri investigatori.
Nasce così il gruppo di ghoul chiamato la Capra Nera comandato da Kaneki assieme a Ayato, Tsukiyama, Nishio e altri.
Di battaglia in battaglia si arriva allo scontro finale tra Kaneki e Furuta con un paio di colpi di scena: Kaneki perde totalmente il controllo e diventa un mostro gigantesco che ricopre mezza Tokyo e inizia a sfornare mostri privi di intelletto da speciali sacche. Questi mostri, alla morte, rilasciano del veleno che trasforma gli umani in ghoul. Quando, finalmente ritorna in se e viene salvato dagli altri ghoul, se la vede con Furuta che ha il desiderio di far rivivere la sua amata Rize. Ci riesce, ma muore prima di poterci fare qualcosa. Alla fine Rize viene uccisa da Kaneki.
Le ultime pagine ci raccontano la situazione dei vari personaggi dopo 6-7 anni.


Furuta Washu
Furuta Washu.

Personaggi in mostra

Nella prima parte di quest'opera, i 14 volumi, i personaggi principali sono pochi, sebbene molti più del solito. In questa seconda parte, invece, i personaggi che partecipano attivamente sono molti di più. Oltre a ritrovare Hinami, abbiamo tutti quelli della Quinx Squad, Suzuya, Akira Mado, Tsukiyama e Kanae, Naki e Miza tre lame, Furuta, Kaneki. Insomma, sono veramente tanti eppure l'autore riesce a gestirli in modo adeguato lasciando loro molto spazio con il giusto flashback quando vengono uccisi.
È davvero molto piacevole leggere i volumi di quest'opera, molto più di quanto accaduto nella prima parte.
L'unico problema riguarda le radici Washu: si capisce che ci sono i sangue puri, quelli cadetti e quelli meno puri con una divisione piuttosto maschilista all'interno della loro società. Ma non ci viene detto molto altro, anzi. Quasi non si volessero dare troppe informazioni a tal proposito. Nulla si viene a sapere del Giardino da cui arriva Arima, né del perché non si siano fatte ricerche su di loro per potergli allungare la vita.
Un po' di chiarezza non avrebbe guastato, sarebbe stato interessante.

Le giacche bianche di Naki
Le giacche bianche di Naki.

Personaggi che non muoiono

Uno dei lati negativi di quest'opera è la morte dei personaggi. Sebbene muoiano in tanti spesso non si riesce a capire se siano veramente morti oppure no. Come detto in precedenza, Kaneki era morto alla fine della prima parte mentre ora ce lo ritroviamo vivo e vegeto con un altro nome. Inoltre, se ricordate, non poteva più mangiare cibo umano mentre qui questa limitazione sembra venire meno. Kaneki, infatti, cucina nello Cheatau della Quinx Squad e cucina piatti umani.
Non contento, l'autore, decide che nemmeno altri personaggi devono dirsi morti. Oltre a Kaneki torna dalla tomba anche Rize, sotto forma di estratto di Kakuho diviso in centinaia di ragazzini, poi Kotarou Amon viene risvegliato da una specie di capsula, quindi Hinami viene tagliata a metà all'altezza del busto senza che questo le causi qualche problema. Akira Mado viene trasformata in un ghoul affinché possa sopravvivere da una ferita impossibile.
Quando muore un personaggio, non si sa mai se sia morto davvero. Fa molto Naruto, ma in negativo.

Il Re con il Sekigan, Ken Kaneki
Ken Kaneki ritrova Touka.

Consigliato: sì!

Non ci volevo credere eppure questa seconda parte è nettamente meglio della prima. Disegno a parte, che aiuta a immedesimarsi con l'ambientazione, abbiamo un susseguirsi di accadimenti e battaglie che non si ferma mai. Non ci sono capitoli tranquilli o vuoti, sempre di corsa, sempre in mezzo a qualche scontro tra ghoul e umani, sempre con protagonisti diversi. Non si fa ora a finire di leggere un volume che si prende in mano il successivo per capire cosa succederà.
Un ritmo degno di un'opera come questa che ne esalta le caratteristiche. Non so chi abbia preso questa decisione, forse il fatto di avere soltanto 16 volumi a disposizion dell'autore, un po' come è successo nella prima parte, ma qui tutto viene portato avanti con lo scopo di tenere il lettore sulle spine.
È una lunga lettura, alla fine sono 30 volumi, ma non potete non leggerli.

I baloon di colori diversi
I baloon di colori diversi.

Punti deboli

Oltre a quelli già citati, baloon bi-colore e i morti mai morti, ci sono altri piccoli problemi che quest'opera si porta appresso. Il primo è qualcosa all'apparenza banale: all'inizio di ogni volume ci viene data una breve informativa di chi sta con chi e chi con altri. Due facciate di riepilogo, diciamo, che non danno la chiarezza dovuta. Uno schema più grafico avrebbe reso di più l'idea, specie se poi si ignorano certi gruppetti che non fanno parte della storia principale come i Gourmet, che poi muoiono durante l'asta (e Tsukiyama?) e i Pierrot (vediamo solo Roma, Uta e altri 2/3). Di fatto i ghoul sono molto suddivisi in organizzazioni più o meno importanti, ma non ci vengono quasi mai date le giuste informazioni.
Un'altra cosa che non mi è proprio piaciuta sono i quartini ironici. Di solito si mettono alla fine come piccole gag tra i personaggi; qui, invece, vengono piazzati anche a metà tra un capitolo e l'altro, specie tra capitoli molto tetri o in piena battaglia. È veramente una rottura leggerli mentre si è presi da uno scontro importantissimo.
L'ultimo neo di quest'opera non credo abbia a che vedere con l'opera stessa, quanto con errori evidenti causati dalla Jpop: nelle due facciate di riepilogo dei personaggi spesso ci sono nomi ripetuti o sbagliati sotto le facce, il bi-colore dei baloon non aiuta a capire chi sta dicendo qualcosa per cui potevano scegliere di fare diversamente. Inoltre, chi si è occupato di scrivere dentro quei dannati baloon, poteva avere più cura nell'andare a capo! Non è possibile leggere una frase di 3-4 parole su 7-8 righe perché va a capo ogni maledetta sillaba quando c'è posto per farci stare tutta l'intera parola su una soltanto. Urge che qualcuno si occupi del check pre-stampa.

Quartini ironici sparsi per i volumi
Quartini ironici sparsi per i volumi.